Alcuni snobbano la pittura di paesaggio solo
perché temono di essere additati come persone con i gusti “non alla moda”.
E’
vero che dopo una secolare tradizione, la
pittura paesaggistica ed il realismo in genere sono stati un po'
trascurati.
Durante
il primo decennio del duemila
abbiamo festeggiato i 100 anni dalla nascita del futurismo, e ormai anche la
famosa pop art,
ad esempio, è diventata un classico da libro di testo. La
pittura ha subito, soprattutto nell'ultimo secolo, sconvolgimenti come forse nessuna
altra espressione artistica ha avuto. I movimenti artistici si sono
susseguiti e sovrapposti, impossibile citarli tutti; fauvismo, cubismo,
dadaismo, op art, simbolismo, espressionismo, astrattismo che si rivolge non più alla realtà oggettiva ma ad
una realtà soggettiva interiore, etc, etc. Tante sono state le novità e le
sperimentazioni in nome del legame o della reazione rispetto al contesto socio culturale o in
nome della fantasia e della libertà. I risultati di tutto questo fermento sono interessanti,
alcuni molto decorativi, alcuni geniali, altri non ancora ben compresi o, a
volte, non comprensibili.
Dopo tutto questo tempo ed in questo contesto molto complesso la pittura di paesaggio continua a germogliare, e
continua ad avere moltissimi estimatori.
Perché?
E' un genere che cela un fascino naturale per l'uomo. Il
paesaggio è il punto di vista dell’uomo di fronte alla Natura, al mondo
che lo circonda e di cui è da sempre parte. Una Natura fatta di bellezza,
una bellezza reale,
interpretata o immaginata; un tesoro del visibile che il pittore tenta di
conservare sulla tela come in una preziosa teca. Il
paesaggismo è un raccontare visivo che riflette un forte legame con il
territorio, nell’intenzione di fermarne l’incanto, con l’apprensione che,
con il tempo, queste sue meraviglie possano svanire.
Proprio alle soglie del terzo millennio quando i grandi del mondo si
incontrano per parlare di ambiente e sviluppo sostenibile, quando le
parole biologico ed ecologico sono i nuovi bollini dei prodotti
commerciali, quando tipicità e biodiversità sono i nuovi progetti sui
quali lavorare, probabilmente il ritorno al rapporto con la Natura, anche
nell'arte, acquisisce una rinnovata modernità.
Un modo per non dare per scontato il bello che per fortuna ancora ci
circonda. Il genere di paesaggio assume quindi anche un valore di respiro
ecologista, nel desiderio di ricercare, esaltare, lasciare traccia e preservare la
bellezza dell’ambiente dal quale dipendiamo.
In
ciascuna casa fa bella mostra di sé almeno una immagine di paesaggio: può
trattarsi di arte o di pura decorazione ma è comunque un piacere naturale
per l'uomo ammirare
un rilassante e bel paesaggio, anche attraverso gli
occhi di un pittore.